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Dipendente o partita IVA?

Inserisci la tua RAL: ti diciamo quanto devi fatturare per avere lo stesso netto in tasca, TFR compreso, e quanto al giorno.

Il tuo stipendio da dipendente

€
€10.000€150.000
La trovi nel contratto o nella Certificazione Unica: comprende tredicesima ed eventuale quattordicesima.

Come lavoreresti in partita IVA

€
Affitto, software, attrezzatura, trasferte. Nell’ordinario si scaricano; nel forfettario no, perché le stima già il coefficiente. Le togliamo da entrambi i netti: le paghi comunque.
Codici 62, 63: coefficiente di redditività 67%, dalla tabella della legge 190/2014 (che usa ancora i codici ATECO 2007).
Nessun contributo minimo: paghi il 26,07% del reddito, e sulla parte oltre 122.295 € non paghi più.
Da dipendente lavori circa 220 giorni l’anno e ferie e festività sono pagate. In partita IVA i giorni senza clienti non li paga nessuno: se ne fatturi meno, la tariffa sale.
Per guadagnare come con 30.000 € di RAL devi fatturare
33.192 € l’anno
in regime forfettario · +11% rispetto alla RAL
cioè 151 € al giorno su 220 giorni, 19 € l’ora
Migliore
Forfettario
33.192 €
da fatturare all’anno
Ordinario
46.248 €
da fatturare all’anno

Da dipendente

RAL
30.000 €
Contributi INPS (9,19%)
2.757 €
IRPEF e addizionali
3.911 €
Netto annuo
23.332 €
Al mese, su 13 mensilità
1.795 €
TFR maturato, netto stimato
1.596 €

In partita IVA, forfettario

Fatturato
33.192 €
INPS Gestione Separata (26,07%)
5.798 €
Imposta sostitutiva (15%)
2.466 €
Netto annuo
24.928 €
Di cui da mettere da parte al posto del TFR
1.596 €

La pensione. Da dipendente ogni anno vanno alla tua pensione circa 9.900 € (il 33% della RAL, in gran parte pagati dall’azienda). In partita IVA ne versi 5.798 €: meno contributi oggi vuol dire una pensione più bassa domani.

Quanto costi all’azienda. Con questa RAL l’azienda spende circa 41.073 € l’anno, tra contributi a suo carico e TFR (stima). Attenzione: se lavori soprattutto per il datore di lavoro che hai avuto negli ultimi due anni, il forfettario non è ammesso.

Stima per un dipendente privato a tempo indeterminato senza familiari a carico, aliquote 2026. Non contiamo malattia e maternità pagate, buoni pasto, welfare e premi. Le addizionali variano per zona.

Come facciamo il calcolo

Dalla RAL togliamo i contributi INPS a carico del dipendente (9,19%), poi calcoliamo l’IRPEF 2026 con le detrazioni per lavoro dipendente dell’art. 13 del TUIR, il taglio del cuneo fiscale (la somma esente fino a 20.000 € di reddito e la detrazione in più fino a 40.000 €), il trattamento integrativo e le addizionali regionale e comunale. Il risultato è il netto annuo; al mese lo dividiamo per 13 mensilità.

Poi cerchiamo il fatturato che in partita IVA ti lascia lo stesso netto, con il coefficiente ATECO, i contributi e le spese che hai scelto. Se attivi il TFR, al netto aggiungiamo la quota che da dipendente matureresti ogni anno (6,91% della RAL, tassata a parte): in partita IVA quei soldi li devi accantonare tu.

Cosa resta fuori

Il confronto non conta malattia, maternità e infortunio pagati, buoni pasto, welfare aziendale, premi e fondo pensione dell’azienda: tutte cose che da dipendente hai e in partita IVA no, o in misura minore. In compenso in partita IVA scegli clienti e tariffe, e nell’ordinario scarichi le spese reali.

Attenzione al vecchio datore di lavoro

Se in partita IVA fatturi soprattutto all’azienda per cui hai lavorato da dipendente negli ultimi due anni, il forfettario non è ammesso (art. 1, comma 57, lettera d-bis, della legge 190/2014): resta solo l’ordinario.

Hai già un’idea del tuo fatturato? Confronta forfettario e ordinario nel dettaglio.

Le aliquote 2027 arrivano con la Legge di Bilancio

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